
Dal 1893 il marchio Cecchi è sinonimo di viticoltura in Italia e nel mondo.
La storia dell’azienda è un bellissimo racconto di famiglia scandito da passione, dedizione alla terra e brillante spirito imprenditoriale. Forte dell’esperienza viticola maturata in più di cento anni di amore per la campagna, oggi la famiglia Cecchi affronta le sfide future con lo stesso entusiasmo di sempre.

La famiglia Cecchi ha accompagnato attraverso il succedersi delle generazioni, il percorso storico del vino italiano, passato in meno di un secolo da alimento contadino a marchio di eccellenza nazionale, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Tutto iniziò nel 1893 quando Luigi Cecchi diventò assaggiatore professionista di vino. Il mestiere del “palatista” diffuso in Europa in Italia era ancora sconosciuto, ma Luigi comprese come le potenzialità della viticoltura italiana fossero in grado di raggiungere i vertici dell’enologia mondiale qualora si fosse saputo riconoscere le qualità dei vini prodotti. Nei primi del Novecento si affiancò a Luigi il figlio Cesare. Insieme dettero vita alla prima commercializzazione di vino targata Cecchi che già all’epoca si affacciava con decisione verso i mercati internazionali.
Conquistata la credibilità e il prestigio internazionale, divenne fondamentale la programmazione degli investimenti necessari per conquistare il futuro. Luigi, nipote del fondatore, è la figura chiave di questo periodo. Con lui, il marchio Cecchi si è distinto nel panorama enologico nazionale per innovazioni tecnologiche, ricerca di nuovi territori e intuizioni commerciali.
Oggi sono Andrea e Cesare Cecchi a guidare l’azienda con le stesse doti di entusiasmo e capacità imprenditoriale che hanno caratterizzato i loro predecessori. Mantenendo la preziosa esperienza ereditata, i due fratelli hanno focalizzato l’attenzione sulla sostenibilità produttiva e sulla capacità di vini realizzati per esprimere il territorio di provenienza, garantendo stimolanti prospettive e sempre nuovi mercati.

Il Chianti Classico è una delle aree naturali più belle al mondo. Boschi incontaminati, al limitare di antiche Pievi e borghi incantati, sono lo scenario dominante i versanti sui quali vite e olivo si alternano senza soluzione di continuità. Un ambiente unico dove la famiglia Cecchi opera nel pieno rispetto dei cicli naturali delle stagioni.
Se il rispetto dell’ecosistema ha accompagnato la crescita aziendale, oggi, il minimo impatto ambientale è una prerogativa che Andrea e Cesare hanno deciso di seguire per tutelare il futuro ecologico dell’habitat circostante.
La parola sostenibilità, dunque, assume per l’azienda un carattere fattivo e reale che passa attraverso due linee di condotta ben precise: da una parte la tutela e il miglioramento del patrimonio aziendale, agricolo e ambientale; dall’altra il recupero e impiego di nuove tecnologie che consentano, tra l’altro, di ridurre al minimo i consumi energetici e le risorse naturali necessarie alla produzione.
Il centro produttivo e direzionale di Castellina, struttura nata nei lontani anni Sessanta, è stato oggetto di continui investimenti conservativi che hanno consentito all’azienda di operare nell’importante dimensione economica attuale senza per questo invadere il paesaggio con inutili cementificazioni. Inoltre la coibentazione con materiali tecnologici della copertura dello stabilimento ha permesso un notevole risparmio energetico nella climatizzazione della cantina e dello stoccaggio del prodotto finito.
L’acqua, bene comune così prezioso, è stata una delle prime risorse naturali di cui l’azienda si è preoccupata. Ecco spiegata la presenza, ormai da anni, di un sistema del tutto innovativo quale la fitodepurazione per il trattamento delle acque reflue dei centri aziendali di Castellina in Chianti e della Maremma che permette un naturale deflusso e una salvaguardia dell’ambiente naturale.

Sembra strano parlare di innovazione per un’azienda che affonda le proprie radici in terra chiantigiana fin dal 1893. Eppure è proprio nel saper indovinare il futuro, una sorta di dote passata come un’eredità da padre a figlio, che risiede uno dei segreti del successo della famiglia Cecchi.
Ma l’innovazione senza la ricerca è come una sedia a tre gambe. Ogni passo in avanti che l’azienda ha deciso di compiere nel corso della sua storia è stato preceduto da una sperimentazione attenta e approfondita.
La direzione degli investimenti nella ricerca ha interessato, naturalmente, per prima la vigna. È da lì che il territorio, così evidente nella produzione aziendale, si origina. La parte agronomica, dunque, è oggetto di continue sperimentazioni: messa in campo di nuovi cloni, individuazione delle giuste condizioni pedoclimatiche, forme di allevamento e conduzione del vigneto; nessuna di queste attività è data per scontata, ma ogni aspetto viene indagato, acquisito e verificato.
Giova citare, a tal proposito, il progetto, condotto in collaborazione con il Consorzio di Tutela del Chianti Classico, denominato Chianti Classico 2000. Su esposizioni e matrici di suolo differenti sono state messe a dimora varie selezioni clonali di Sangiovese al fine di individuare le migliori espressioni.
La ricerca non si ferma alla porta della cantina. Con costanza si mira a ottenere anche i più sottili margini di miglioramento. Fermentazioni, ricerca dei legni più adatti per l’affinamento dei vini, ricorso alla tecnologia avanzata degli impianti per il processo di vinificazione, continuo assaggio delle sperimentazioni operate, sono le fasi interessate da un continuo sforzo innovativo al fine di esprimere in modo fedele il terroir a disposizione.